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Le dimensioni della sostenibilità

2022-05-19 09:41

Fabrizio Bedin

Articoli e Riflessioni,

Le dimensioni della sostenibilità

Normativa, Strategia, Strumenti, Comunicazione ... quante sono le dimensioni della sostenibilità? Perché è utile parlarne?

 

 

 

 

 

 

 

Parlare di #sostenibilità ai giorni nostri è un po’ accettare di cadere nel calderone del tutto e del nulla, dove si leggono contenuti di una concretezza indissolubile o di una evanescenza eterea quanto impalpabile.

E quindi, perché dovremo proseguire in questo scritto? Mi permetto di invitarvi perché racchiude una semplice volontà, quella di provare a dare un contenuto alle dimensioni che comprendono questo termine, partendo dal punto di vista normativo, passando per quella che si traduce nei fatti in strategia aziendale, fino ad arrivare a come questa si implementa, sia dal punto di vista delle rendicontazioni sia sotto l’aspetto della comunicazione.

Questi 4 ambiti, difficili per ampiezza di argomentazione da racchiudere in poche righe ed a cui in futuro proverò dedicare ulteriori spazi di approfondimento, spero possano creare anche un po’ di confronto tra persone che vogliono capirne un po’ di più, o che vogliono aiutare nella comprensione, visto che io per primo ne sono un utente molto interessato.

Anzitutto mi presento, sono un libero professionista (lascio al profilo LinkedIn la mia storia in tal senso) che dopo diversi anni spesi all’interno di organizzazioni più o meno strutturate ha voluto mettere a servizio delle imprese la propria esperienza in ambito organizzativo produttivo, la quale nei fatti si è tradotta nel tempo in un interesse sempre più crescente verso i temi legati alla sostenibilità.

Questi temi possiamo tranquillamente guardarli con la più diffusa lente delle 3P - People, Planet, Profit (o come ben suggerito da alcuni in sostituzione del Profit, Prosperity o Progress) in quanto ne comprendono l’estensione, ma nell'esperienza ho visto che spesso sfugge il contesto più puntuale, che parte dal perimetro in cui sono contenuti questi argomenti, fino ad arrivare all’esplicitazione degli stessi.

 

Gli ambiti di riferimento

Norme e Regolamenti

Il primo contesto dimensionale è generato dalle #regole comuni a cui ogni organizzazione o individuo dovrebbe sottendere, ovvero le norme, le quali consegnano il perimetro del confronto nel mercato per competere in modo chiaro e trasparente.

Queste regole trovano la loro collocazione tra Direttive e Decreti, oppure in più puntuali Regolamenti, e se fino ad ora in tema di rendicontazioni di sostenibilità toccavano principalmente le grandi organizzazioni con oltre 500 dipendenti, di qui a breve questi parametri si abbasseranno, includendo diverse migliaia di realtà aziendali.

Oggi ancor più che in passato questa esigenza di regole chiare e condivise trova una sua connessione con i massicci investimenti che la comunità europea sta erogando per stimolare l’economia post pandemica, e nei fatti il Regolamento Delegato 2021/2139/UE pubblicato lo scorso dicembre sta dettando le linee guida in tal senso, ponendo le basi per un cambiamento non più procrastinabile verso un futuro più sostenibile.

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La Strategia Aziendale

Ma è in questo secondo campo che a mio avviso si gioca la partita più importante per le imprese, in quanto il guardare al futuro si traduce in #strategia aziendale, ed è difficile pensare che una organizzazione possa ambire di competere in un mercato che sarà s-travolto nelle proprie dinamiche storiche se non si dota di una chiara visione in tal senso.

Infatti le modalità di approccio imprenditoriale interpretate nel passato dovranno lasciare posto a nuovi paradigmi volti a rinnovate consapevolezze, quali tematiche ambientali, inclusività sociale e territoriale, approvvigionamenti di materie prime che dovranno fare i conti con processi produttivi ed una caratterizzazione della supply chain sempre più complicata (o semplificata, dipende), le quali porteranno a riflettere in modo ben più ampio di quello che la lente del passato ci consegnava.

Questa nuova consapevolezza rivista in chiave strategica, andrà ad indagare in modo più profondo lo scopo ed i valori che guidano un’organizzazione, muovendosi dai collaboratori più stretti, passando per le comunità che accolgono le stesse realtà produttive, fino a farsi riconoscere dagli utenti del mercato.

Le Rendicontazioni di Sostenibilità

La terza dimensione trova la propria caratterizzazione nelle #rendicontazioni di sostenibilità, ovvero in quelli che potremo definire come schemi che accompagnano questo processo di cambiamento.

Benché l’originale Direttiva 2014/95/UE desse un buon margine di manovra in termini di modalità di rendicontazione, con caratterizzazioni abbastanza ampie, anche in questo caso il tempo sta consegnando sempre più chiarezza in merito, e giusto per citarne alcune troviamo:

GRI - Global Reporting Initiative, la quale tende ad abbracciare un ampio spettro di argomentazioni globalmente riconosciute, racchiuse nei tre temi Economico, Ambientale e Sociale

SASB - Sustainability Accounting Standard Board, che posa le proprie basi su dei concetti di materialità comprendenti 11 settori per 77 tipologie di industria, la quale, per indagare i temi più trasversali, ha attivato un percorso di integrazione con l’IR -Integrated Reporting senza comunque tralasciare il confronto con il GRI

ISO26000 (ISO non è certificabile), che va a comprendere un insieme di linee guida e raccomandazioni volte a comporre un approccio olistico integrato di sistema, ricollegandosi ad altre certificazioni specifiche, quali per esempio la più puntuale SR10 in tema di Social Responsability

B Corporation, la quale pone alla base del proprio lavoro un fattore valoriale importante, e si riconduce alle società che abbracciano il Benefit come parte integrante del proprio scopo aziendale, richiedendo questo sia espletato anche nello statuto dell'organizzazione

Ulteriori con strutturazioni diverse, quali: GBS, ECOVADIS, OCSE, ...

Il mercato nel tempo ha fatto emergere una diffusione più marcata di alcune anziché di altre, legandole allo scopo, alla dimensione aziendale, piuttosto che alla complessità dei dati da rendicontare. Queste possono essere anche usate in modo complementare (vedi per esempio GRI, SASB-IR), e le nuove linee guida europee che si stanno sviluppando le trovano coinvolte in un confronto attivo per renderle il più fruibili possibile.

La normativa a riguardo si sta orientando nel chiedere una asseverazione delle informazioni che le compongono almeno assurance limited, in quanto la loro collocazione è prevista nella Dichiarazione Non Finanziaria dei bilanci aziendali, e quello che sicuramente possiamo brevemente riportare sono i principi a cui tutte tendono sottostare, che con sfumature più o meno diverse sono assimilabili ai riferimenti dello IAS (International Accounting Standard).

La Comunicazione

L’ultima dimensione che ha un peso importante è quella comunicativa. Al di fuori degli aspetti normativi a cui dovrebbe rispondere (e per cui, finalmente, anche il legislatore ha iniziato ad occuparsi come da recente ordinanza Alcantara-Miko del tribunale di Gorizia) è un argomento di cui spesso non si tiene piena considerazione, oppure che si guarda con la sola valenza del marketing.

Gli effetti che però possono essere generati da questa breve visione pongono lacune e rischi elevati, e soprattutto non fanno cogliere il beneficio nell’eseguirla in modo adeguato. Infatti gli aspetti comunicativi sono fondamentali, e guardano perlomeno in due direzioni: all’interno ed a all’esterno dell’organizzazione.

Tentando una sintesi in merito, nella #comunicazione interna penso sia facile comprenderne l’utilità dal punto di vista della condivisione dei valori e dello scopo, della trasparenza che crea fiducia, generando un senso di appartenenza oramai dichiaratamente riconosciuto come volano di successo per molte imprese, mentre quella esterna genera benefici di riconoscibilità con effetti multipli, in quanto tende a dare garanzie agli investitori, rafforzare ed aprire a nuove collaborazioni, oltre che ad attrarre talenti e nuove energie consegnando nuove solidità per il futuro dell’impresa.

Riflettiamo, ma soprattutto, agiamo!

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Come si può capire molto viene quindi compreso nella parola #sostenibilità, ed è importante ci sia buona consapevolezza in cosa racchiude questo termine.

Il mondo finanziario ha da tempo posto la propria attenzione a riguardo, e gli aspetti legati agli ESG (Environment, Social, Governance) stanno creando numeri in forte crescita nei diversi fondi che si occupano di investimenti che guardano ad una sostenibilità d'impresa oramai imprescindibile, ed il perché cade nella visione di medio lungo periodo a garanzia delle stesse organizzazioni, oltre che degli investitori.

Molto altro ci sarebbe da scrivere per dare contenuto alle argomentazioni appena illustrate, e tra queste mancano certamente gli strumenti, che personalmente trovo come necessari complementi per far crescere quella consapevolezza funzionale a raggiungere lo scopo.

Non abbiamo poi parlato dei risultati tangibili che derivano dal redigere una rendicontazione di sostenibilità, o più puntualmente degli SDGs dell’agenda 2030, i quali comprendono 17 goals declinati in 169 target, e che sono stati sottoscritti nel 2015 da 193 paesi membri delle Nazioni Unite, i quali indicano gli obiettivi a cui tendere. Speriamo siano spunti di stimolo per seguirci nei prossimi approfondimenti.

Nell’attesa saranno molto graditi i vostri commenti, segnalazioni o domande (potete scrivermi anche in privato) in quanto mi rimane l’eterna convinzione che un sano confronto possa arricchire tutti, oltre che contribuire ad una crescita diffusa e, ovviamente, sostenibile.

 

Bedin Fabrizio

wind-farm-fans

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